Come riconoscere un buon olio extravergine di oliva

In un articolo precedente abbiamo parlato di come riconoscere un olio scadente dal suo sapore: individuare un olio extravergine di qualità non è infatti sempre immediato, soprattutto per chi non è esperto in materia.

In questo breve vademecum vi forniremo indicazioni utili per fare un buon acquisto.

Come scegliere l’olio extravergine di oliva

Camminando su e giù per le corsie del supermercato siete indecisi su quale bottiglia di olio comprare? Niente paura, basta imparare a leggere le etichette riportate sulle confezioni e non fidarsi di prezzi troppo convenienti.

 Leggere le etichette

Il consumatore deve essere cosciente di ciò che porta in tavola, e per fare ciò è fondamentale saper leggere con criticità le etichette che si trovano sulle bottiglie di olio, per un acquisto consapevole e responsabile.

Vediamo quali diciture dovrebbero essere riportate su un prodotto di qualità:

  • “100% italiano”: ovvero deve essere stato prodotto in Italia con olive coltivate nel medesimo territorio. Non è una questione di patriottismo ma di tracciabilità, ovvero di poter risalire al luogo e al nome del produttore, per aver garantita la massima trasparenza.
  • “spremitura a freddo” o “estrazione a freddo”: per far sì che si mantengano intatti profumo e aroma delle olive e per evitare processi ossidativi è necessario che la temperatura durante la frangitura non superi i 27 gradi. Oltre questa temperatura, stabilita dalle norme della Comunità Europea, l’olio perderà alcune proprietà organolettiche fondamentali, diventando più dolce.
  • “frantoio o azienda agricola”: la produzione di olio in un frantoio è diversa da quella che avviene a livello industriale. Nel primo tutte le fasi di raccolta e produzione avvengono in maniera autonoma, in modo tale che i processi di filiera siano più veloci e sicuri.

Occhio al prezzo

 Il prezzo è un indicatore importante, che la dice lunga sul valore di un prodotto. La qualità si paga, da qui non si scappa. Per cui diffidate da prezzi low cost e dalle super offerte perché spesso si tratta di oli scadenti, prodotti con olive eccessivamente mature, che vengono poi trattati chimicamente affinché assumano aroma e sapore. Secondo quanto riportato da Coldiretti, un olio extravergine di qualità non può avere un prezzo inferiore ai 6, 7 euro al litro.

Ora che avete fatto il vostro acquisto scegliendo tra i molteplici prodotti esposti sugli scaffali potete fare la prova del nove una volta arrivati a casa, testando altri parametri importanti, come olfatto e sapore ovviamente.

Buon olfatto non mente

 Le olive molite in frantoio passano velocemente dall’albero alla bottiglia per cui non hanno neanche il tempo di iniziare il processo di fermentazione, mantenendo così invariate le loro caratteristiche; l’olio così ottenuto dovrebbe conservare un profumo fruttato, di erba e olive fresche.

Per riconoscere un buon olio di oliva fate la prova olfattiva mettendo in atto questo procedimento: versate due cucchiai di olio in un bicchiere piccolo, poi con una mano copritelo e con l’altra riscaldatelo – la temperatura dovrebbe raggiungere i 28 gradi. A questo punto scoprite il bicchierino e portatelo al naso per coglierne a pieno tutte le fragranze.

Il sapore è importante

Come abbiamo visto in un recente articolo, il sapore è un fattore determinante: un buon olio di oliva pizzica in gola. Il sapore lievemente piccante non deve spaventare, anzi è un indicatore del fatto che stiamo assaggiando un prodotto fresco e di ottima qualità. Inoltre un olio dalle sopracitate caratteristiche ha note fruttate, corpose e avvolgenti.

Fluidità

Un altro sistema che permette di riconoscere un ottimo olio è l’esame della sua fluidità; mettetene un po’ in un bicchiere e agitatelo: se è buono deve avere una fluidità medio bassa, per cui non fidatevi di quelli che hanno una consistenza troppo liquida.

Colore

 Siamo soliti pensare che un buon olio extravergine debba essere di un colore verde brillante, ma questo non è da considerarsi un parametro di giudizio; possono esserci oli di un bel verde che però sono stati colorati con clorofilla sintetica. Al contrario possiamo trovare un olio color oro buonissimo.

Limpidezza

 Anche questa non è importante ai fini di riconoscere un buon olio extravergine di oliva. Gli oli industriali normalmente vengono filtrati per eliminare le particelle d’acqua che potrebbero incidere negativamente sulla conservazione del prodotto e per renderlo più appetibile agli occhi dei clienti. Un olio di produzione artigianale, invece, risultato di un frantoio, normalmente non viene filtrato perché se vengono rispettati correttamente tutti i passaggi di filiera questa fase non si rende necessaria.

Come riconoscere un buon olio extravergine di oliva in cinque mosse

Ricapitolando, ecco i cinque passaggi da mettere in atto: ricordatevi quali diciture devono essere riportate in etichetta, tenetevi alla larga da prezzi troppo bassi, fate la prova olfattiva e la degustazione del vostro olio per coglierne le note fruttate, di erba tagliata, olive fresche e il sapore lievemente piccante e infine verificate la sua fluidità.