La potatura dell’albero di ulivo

Se da un lato l’ulivo è una specie arborea molto resistente, che ben si adatta alle condizioni anche più difficili per altre tipologie di coltura, dall’altro necessita di alcuni delicati accorgimenti perché la produzione si sviluppi al meglio. Esistono diverse fasi nella coltura per la produzione di olio e olive, e tra le più delicate vi è sicuramente la potatura dell’albero di ulivo.

Perché potare

Da profani, si potrebbe pensare che più l’albero è esteso, più vi saranno frutti da raccogliere. La realtà, tuttavia, è diversa: perché si possa mantenere una produzione ottimale vi è bisogno di sfoltire le piante, così che ricevano abbastanza aria e luce e crescano più sane. Nel caso degli ulivi, poi, questo vale ancora di più: la naturale forma di questo albero, chiamata anche dicotomica, che presenta chioma cespugliosa e diversi fusti, si espande facilmente e può diventare molto intricata.

Fondamentalmente, la potatura viene effettuata per dare luce e aria all’albero, che altrimenti rischia di auto-soffocarsi, contenerne la crescita a livello di dimensioni e mantenere una produzione costante e non alternata (un anno elevata e l’anno successivo limitata).

Due tipi di potatura, a seconda dell’età della pianta

Per le caratteristiche tipiche dell’albero di ulivo appena viste, si rende dunque necessaria e fondamentale la potatura. Ne esistono due tipologie, da mettere in pratica a seconda dell’età della pianta:

  • la potatura da allevamento: si tratta di un’operazione di sfoltimento della pianta più leggera, che viene messa in pratica nei primi tre anni di vita, quando l’albero è ancora in crescita. Questa operazione serve a concentrare la linfa nella chioma e non lasciare che la naturale forma dell’albero la disperda nel tronco: si eliminano i rami secchi e i polloni e succhioni (i rami che rispettivamente nascono dalla base dell’albero principale e dai suoi rami aerei) tagliando rasente l’albero, in modo da contenere la crescita.
  • la potatura di mantenimento: dopo i tre anni di età della pianta, si inizia la potatura vera e propria. Si tratta di una potatura di media intensità che contiene la crescita dell’albero per le motivazioni spiegate poco sopra.

La potatura di mantenimento crescerà di intensità con l’età della pianta e l’acuirsi dell’alternanza produttiva, in modo da tenerla sotto controllo.

Come si effettua la potatura dell’albero di ulivo

Ora che abbiamo visto le due tipologie di potatura, diverse a seconda dell’età dell’albero, sorge spontanea la domanda: come si esegue nello specifico la potatura di un ulivo?

Per prima cosa esistono due metodologie empiriche, scelte in genere in base alle dimensioni e alle possibilità dall’azienda: la potatura può avvenire manualmente o tramite macchinari appositi, barre o semoventi. La prima, tradizionale, è quella maggiormente diffusa, ma negli ultimi decenni sono nate anche soluzioni meccaniche per cercare di rendere questa operazione, la seconda in ordine di tempo impiegato all’interno di un’azienda produttrice di olio e olive, più semplice e veloce.

Nello specifico, la potatura inizia dall’eliminazione dei rami secchi, spezzati o non del tutto sani; questi rami vengono individuati e tagliati con cesoie o seghetti, a seconda della loro estensione, rasente il tronco. Se la ferita al tronco è molto estesa si utilizza mastice per aiutarne la cicatrizzazione. Questa operazione viene anche chiamata “potatura secca“.

Si passa poi all’eliminazione dei succhioni e dei rami troppo deboli perché in ombra o soffocati dal resto dell’albero: tenendo conto che la parti produttive della pianta tendono a essere quelle esterne, sarà chiaro come questa operazione avvenga proprio su queste zone interne alla chioma. Questa fase, effettuata in primavera-estate, è conosciuta anche come “potatura verde“, e ha tra i suoi vantaggi una veloce cicatrizzazione delle ferite alla pianta poiché l’albero è in rigenerazione.

In quali periodi e ogni quanto è bene potare l’ulivo?

Una domanda comune è quella riguardante i periodi migliori in cui effettuare la potatura degli ulivi, e ogni quanto sia bene farlo. Bisogna partire dal presupposto che la coltivazione dell’ulivo cambia a seconda delle cultivar, dei terreni di coltivazione, del meteo e delle condizioni idriche dell’area in questione. Ergo, non esiste davvero una regola univoca per la potatura, ed essa, come gran parte delle scelte in ambito produttivo, dipende molto dalla conoscenza approfondita del coltivatore e dalla tradizione locale.

Nonostante alcune correnti di pensiero vogliano la potatura come necessaria ad anni alterni, in genere l’operazione viene effettuata annualmente per far sì che i rami tagliati non abbiano diametro troppo elevato, lasciando ferite estese sull’albero, che potrebbero far fatica a rimarginarsi ed essere infettate o attaccate da parassiti fungini. Esistono diverse correnti di pensiero anche sul periodo migliore: alcuni sostengono sia quello invernale, tra gennaio e marzo, quando la pianta è in riposo vegetativo; tuttavia, dato che l’ulivo è un albero molto sensibile alle temperature rigide e la potatura lo rende più debole, molti consigliano di effettuarla dopo la seconda metà di marzo, nel periodo tra aprile e luglio, quando ormai non vi è più pericolo di gelate e l’albero ha più facilità di cicatrizzazione.

La potatura degli ulivi: un’operazione necessaria

Come abbiamo visto, dunque, la potatura dell’albero di ulivo, operazione nell’immaginario comune spesso sottovalutata, è in realtà un passo fondamentale della coltivazione di questa specie arborea: senza essa, sarebbe impossibile mantenere una produzione costante e portare il prezioso olio di oliva anno dopo anno sulle vostre tavole.

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