Cura e manutenzione dei bonsai di ulivo

In un articolo precedente abbiamo parlato di come coltivare gli ulivi, mentre oggi vogliamo occuparci di queste piante così preziose e speciali, ma nella loro versione in miniatura; ebbene, avete capito, stiamo parlando di bonsai di ulivo. I dubbi circa la loro cura possono essere tanti, soprattutto posti da chi non ha il pollice verde. Cerchiamo quindi di fornire una breve ma esaustiva guida per la manutenzione dei bonsai di ulivo.

Caratteristiche e tipologie

L’ulivo è la pianta simbolo del Mediterraneo, sebbene sia originario delle zone caucasiche, e caratterizza ormai da secoli la tipica vegetazione di questa parte di mondo.

Ha un tronco massiccio e molto contorto, con varie diramazioni che gli conferiscono un aspetto secolare e affascinante. L’ulivo è una specie che si presta molto bene sotto forma di bonsai, anche perché reagisce positivamente alle varie potature, con la formazione di nuovi germogli.

Le specie sono molte, ma per quanto riguarda la struttura ne esistono due tipologie: l’Olea europea, che è l’ulivo vero e proprio, e l’Olea silvestris, ulivo silvestre che è una specie selvatica che produce foglie più piccole.

Esposizione

 L’esposizione al sole varia a seconda delle stagioni: vediamo come occorre comportarsi per avere una maggior cura dei bonsai di ulivo.

  • Estate: l’ulivo può essere esposto ai raggi solari ma soltanto la mattina, quindi occorre metterlo in una posizione tale che gli consenta orientamento al sole nelle prime ore della giornata e protezione da esso nel pomeriggio.
  • Autunno e Primavera: il bonsai di ulivo può essere ubicato in modo che venga raggiunto dal sole per tutta la giornata.
  • Inverno: considerato che non sopporta temperature rigide per lunghi periodi occorre posizionarlo in un punto riparato, magari al coperto. Questo discorso vale per le regioni che attraversano inverni rigidi, mentre se questi ultimi sono più miti, lo si può tenere all’aperto.

Annaffiatura

Prima di innaffiare il nostro albero in miniatura bisogna accertarsi che il substrato sia ben asciutto. Va annaffiato sempre, anche d’inverno, trattandosi l’ulivo di una pianta sempreverde, solo che in questa stagione gli intervalli tra un’irrigazione e l’altra devono essere più lunghi. Si ricorda infine di innaffiare la mattina, per permettere al terriccio di assorbire tutta l’acqua in eccesso durante la notte.

Potatura

 Quando va effettuata? La risposta è: dipende. Nelle regioni dove il clima è mite anche nei mesi più freddi si può potare sia d’estate che in inverno, a seguito della crescita primaverile e autunnale. Se invece l’inverno è molto rigido, la potatura è consentita soltanto in estate.

Quando si potano grossi rami, per evitare che si secchino e vadano a morire è bene lasciare sempre delle foglie sull’apice del ramo, per fare in modo che questo si mantenga vivo.

Con quali forbici bisogna eseguire la potatura? La forbice lunga va utilizzata per i rami più piccoli, mentre la tronchese concava va impiegata per quelli più grossi. Per eliminare un ramo che parte dal tronco, la tronchese sferica è la più indicata perché in questo modo si evita che il callo cicatriziale si formi all’esterno, dando vita a antiestetiche protuberanze.

Decidere quali rami eliminare è dipeso dallo stile del bonsai; in generale si potano quei rami che si sviluppano in senso verticale e quelli che si incrociano.

Rinvaso

 Per avere cura dei bonsai di ulivo è bene ricordare che è una pianta a lento sviluppo, dunque il rinvaso va effettuato ogni 3 /4 anni. Per quanto riguarda il periodo migliore per il rinvaso, questo è quando l’olivo si trova in fase vegetativa, ovvero quando non ci sono nuovi germogli in crescita. Se viviamo in regioni fredde, il periodo migliore è fine inverno, mentre in regioni dal clima più mite va bene anche in estate e inverno. Come per tutte le altre piante sempreverdi l’apparato deve essere ridotto di ⅓, lasciando integro il pane radicale. Inoltre è opportuno sottolineare che vanno rinvasate solo piante in buona salute.

Concimazione

 La concimazione va effettuata anch’essa in fase vegetativa, con l’impiego di fertilizzanti a lenta cessione, che evitano l’alta concentrazione di sali minerali.