Le cultivar regione per regione

Le cultivar di olive da olio sono innumerevoli e tutte differenti: si tratta delle varietà disponibili sul territorio, quelle che rendono ogni olio patrimonio alimentare e culturale della terra in cui viene prodotto e alimento unico nel suo genere. Un esempio è la famosa cultivar Taggiasca, varietà che cresce nel Ponente Ligure e dalla quale noi otteniamo il nostro pregiato olio extravergine Taggiasca. A parte questa, ve ne sono innumerevoli altre, spesso presenti per clima e tipo di territorio in alcune zone e non in altre: oggi parliamo delle cultivar regione per regione.

Cultivar: di cosa stiamo parlando?

Per prima cosa una breve introduzione sul significato di cultivar (per approfondimenti consigliamo il nostro articolo “Cultivar olive da olio“): il termine “cultivar” indica la varietà di ulivo. Tra le cultivar più famose vi sono la Taggiasca, la Frantoio, la Moraiolo e la Coratina.

Le cultivar possono essere da olio, da tavola o “a duplice attitudine”: come possibile intuire, le cultivar da olio sono quelle più indicate per la produzione del prezioso oro verde, le cultivar da tavola producono olive da mensa e infine quelle a duplice attitudine risultano in olive ottime sia per la produzione di olio, sia per il consumo in tavola dei frutti stessi.

Le cultivar non sono immediatamente distinguibili per i profani, essendo le olive morfologicamente simili: molto della scelta della varietà e della distinzione è frutto di esperienza pregressa, quindi si tratta di un sapere ancora oggi in mano a frantoiani e produttori. I fattori che portano alla distinzione di una cultivar rispetto all’altra sono la forma, il peso, il colore e il rapporto tra nocciolo e polpa: la combinazione delle diverse caratteristiche porta al riconoscimento finale della varietà.

Le cultivar regione per regione

L’Italia è un paese dalle molte differenze climatiche e territoriali: proprio per questo motivo, per tutta la penisola – dal Nord al Sud, dal Ponente al Levante – si contano innumerevoli tipologie di ulivo. Da ogni cultivar e dal mix delle stesse risulta un olio tipico proprio di quella zona e che difficilmente può essere replicato altrove. A seconda delle olive prodotte cambiano anche le ricette (per esempio quella delle olive in salamoia, con ingredienti specifici a seconda delle diverse regioni) e i piatti in cui i frutti dell’ulivo vengono utilizzati.

Riportare una lista completa delle diverse cultivar per regione sarebbe impossibile, oltre che inutile: troppe sono le specie autoctone e quelle selezionate per la produzione (se ne contano almeno 650) che variano di zona in zona; ne elenchiamo qui alcune delle più famose.

  • Trentino – Alto Adige: Casaliva, Favarol
  • Veneto: Casaliva, Favarol, Leccio del Corno, Morcai, Rondella
  • Friuli Venezia Giulia: Bianchera, Buga, Carbona
  • Lombardia: Casaliva, Frantoio, Grignano, Sbresa
  • Piemonte: Grignano, Nostrale di Rigali, Leccio del Corno
  • Emilia Romagna: Colombina, Orfana, Rossina, Selvatico
  • Liguria: Colombaia, Lavagnina, Pignola, Rossese, Taggiasca
  • Toscana: Apollo, Frantoio, Grossolana, Leccino, Leccino del Corno, Maurino, Minerva, Moraiolo, Olivo della Strega, Pendolino, Quercetano, Tosca 07, Zeus
  • Marche: Ascolana Dura, Ascolana Tenera, Canino, Coroncina, Oliva Grossa, Leccio del Corno, Raggia, Rosciola
  • Umbria: Ascolana tenera, Dolce Agogia, Nostrale di Rigali
  • Lazio: Canino, Itrana, Rosciola, Frantoio, Leccino, Morcone
  • Abruzzo: Castiglionese, Dritta, Gentile di Chieti, Morella
  • Molise: Oliva Nera di Colletorto, Rosciola, Sperone del Gallo
  • Puglia: Bella di Cerignola, Carolea, Cima di Bitonto, Cipressino, Coratina, Peranzana, Rotondella
  • Campania: Carpellese, Cornia, Pisciottana, Ravece
  • Sardegna: Bosana, Cipressino, Nera di Gonnos, Nera di Oliena, Pizz’e Carroga
  • Basilicata: Carolea, Coratina, Majatica di Ferrandina
  • Calabria: Carolea, Ciciarello, Ogliara, Spagna, Tombarello
  • Sicilia: Biancolilla, Carolea, Cerasuola, Nocellara del Belice

Ve n’è poi una manciata diffusa in tutta la nazione, tra cui le più amate sono:

Frantoio, Leccino, Maurino, Moraiolo e Pendolino.

Per una lista completa di varietà italiane e non solo, consigliamo di procurarsi una copia del “Catalogo Mondiale delle Varietà di Ulivo” edito dal COI – Consiglio Oleicolo Internazionale, la guida ufficiale e più completa delle speciedi oliva nel mondo, comprendente anche le cultivar regione per regione in Italia.