Come concimare l’ulivo

Abbiamo già parlato in linea generale di come coltivare gli ulivi, per avere delle piante fruttifere e in buona salute. Uno step fondamentale per la resa di questa pianta così forte e resistente è senza dubbio la concimazione: l’apporto di nutrienti è importante per assicurarsi un’ottimale produttività. Ma vediamo quando e con quali nutrienti è opportuno effettuare la concimazione.

Quando concimare l’ulivo?

Per prima cosa bisogna preoccuparsi di preparare il terreno prima ancora di piantare l’ulivo; a questo scopo è buona norma interrare del letame per creare una riserva di sostanze nutritive che possano alimentare per lungo tempo le radici della pianta.

Una volta avvenuto l’impianto occorre attendere circa quattro anni per effettuare una nuova concimazione, che servirà a rafforzare gli alberi giovani e a dare vigore a rami e radici. In questa fase la pianta necessita di un apporto di nutritivi che andranno distribuiti in due tranche annuali: una subito prima della primavera, l’altra subito dopo la fioritura, prima dell’estate.

Nei quattro anni successivi all’impianto l’ulivo inizia a produrre una quantità significativa di frutti, per questo avrà bisogno di reintegrare le sostanze venute a mancare con la perdita delle drupe. Per capire il quantitativo di sostanze da somministrare all’ulivo sotto forma di concime basta tenere conto di quante olive produce.

Di quali sostanze ha bisogno l’ulivo?

Le sostanze di cui l’ulivo ha bisogno sono tre in particolare, ovvero l’azoto, il fosforo e il potassio.

Azoto

L’azoto costituisce l’elemento proteico ed è quello che apporta il maggior accrescimento delle piante, e si trova egualmente distribuito tra radici, foglie e legno. L’azoto viene impiegato dall’ulivo per produrre sostanze organiche le quali, a loro volta, sono importanti per la formazione dei nuovi tessuti e per le sostanze di riserva.

L’azoto va a diminuire durante la fase di sviluppo e nel periodo della cascola delle foglie. Anche durante la fioritura l’azoto decresce, per poi tornare ad aumentare una volta che essa è terminata.

Durante la raccolta delle olive le quantità di azoto che viene sottratta alla pianta è notevole, e la sua necessità di questo elemento aumenta dalla ripresa vegetativa fino all’indurimento del nocciolo.

La carenza di azoto è ben visibile in quanto le foglie appaiono più sbiadite, tendono a cadere precocemente, i rami sono più sottili e in generale l’ulivo è meno fertile e produttivo.

Fosforo

Il fosforo va a costituire composti organici che sono responsabili della sintesi delle proteine; esso favorisce fioritura, allegagione e lignificazione. Questa sostanza si trova naturalmente nel terreno ma non è sempre assimilabile dalle radici dell’ulivo. La maggior quantità di fosforo si riscontra nelle foglie e nei tessuti in crescita.

La fase in cui l’ulivo necessita in maggior quantità di fosforo è quella dell’indurimento del nocciolo. Ha un grande impatto sulla crescita e sullo sviluppo del frutto e della chioma.

Potassio

Questo elemento interviene nella sintesi degli idrati di carbonio e delle proteine e inoltre consente il passaggio di apporti nutritivi dalle foglie al legno. Il potassio è presente nella pianta d’ulivo nella stessa misura dell’azoto.

L’ulivo ha bisogno di potassio nella fase che va dall’ indurimento del nocciolo fino alla raccolta delle olive.

Una carenza di questa sostanza è sempre da evitare in quanto comporta un sottosviluppo delle drupe, ed inoltre stimola la resistenza ai cambiamenti climatici, alla siccità e ai parassiti; tuttavia in terreni buoni è quasi impossibile riscontrarne la mancanza.

 

Concimare l’ulivo è importante

Questa pratica è spesso sottovalutata, ma come per tutte le altre piante da frutto, è importante la somministrazione di sostanze nutritive per un corretto sviluppo della pianta e dei suoi frutti, da cui poi si ricava l’olio che finisce sulle nostre tavole.